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Come Affrontare la nuova Sfida per il Settore Turistico: Covid 19

Oltre ad avere un problema sanitario si sta materializzando una grande sfida economica per il settore turistico. Diverse sono le domande di proprietari di hotel, residence, B&B: come faremo a pagare mutui ed affitti? Cosa diremo ai dipendenti? Le tasse? Quanto impiegherà a tornare come prima se mai tornerà?
Il problema è oggettivo ma voglio citarvi alcuni episodi veri per ricordarvi che quello che conta per il prosieguo delle nostre attività è come reagiamo e come reagiremo nei prossimi mesi. 

Le cose non sono mai così belle o così brutte come sembrano.”

Tony Hsieh, creatore di Zappos, azienda venduta per un miliardo di dollari ad Amazon

Rubin “Hurricane” Carter, tra i più famosi pugili della storia, fu condannato ingiustamente all’ergastolo per 3 omicidi che non aveva commesso. Dalla fama e ricchezza, all’ergastolo in un battibaleno. In galera Hurricane non perse la testa e non si diede per vinto. Sicuramente era furioso ma capì che l’ira non serviva in quel momento. 

Si rifiutò di indossare l’uniforme della prigione, di accettare visitatori e di fare tutto ciò che solitamente fanno i prigionieri. Parlò chiaramente alle guardie: “Non sono un prigioniero e sono qui ingiustamente.” Ogni secondo speso in prigione lo investì per la sua causa legale. Leggeva libri di legge, storia e filosofia, si informava sulle sue reali possibilità. Avrebbe sfruttato al meglio il tempo in prigione e sarebbe uscito non solo come uomo libero, ma come uomo migliore. 

Impiegò 19 anni e svariati processi e quando uscì tornò alla sua vita come un uomo nuovo e migliore. Non chiese danni con nuovi processi, non chiese delle scuse alla corte che lo aveva ingiustamente condannato. Non ne aveva bisogno, la rabbia non avrebbe cambiato nulla. Non aveva desiderato quello che gli era successo, ma una cosa in tutto il tempo passato in prigione gli era rimasta, la libertà di decidere come l’esperienze della sua vita avrebbero influito sulla sua persona nel presente e nel futuro.

Se vuoi avere un grande impero, impara prima a comandare su te stesso.”

Publilio Siro

Gli esploratori dei nuovi mondi sono uomini eccezionali, straordinari ingegneri che devono saper fare cose strabilianti, come fossero normali. La preoccupazione è comunque sempre presente. Ogni navicella spaziale è composta da milioni di pezzi e ognuno deve funzionare alla perfezione. L’ansia è controllata dallo straordinario addestramento.

Quando gli USA iniziarono ad istruire i propri astronauti per l’atterraggio sulla luna, una delle principali lezioni era “Non perdere il controllo.” Sapevano perfettamente che quando le persone entravano nel panico smettevano di seguire le procedure, non rispondevano agli input ma rispondevano solamente ai loro impulsi nervosi. Questo era il problema più importante perché a migliaia di chilometri dalla terra, il panico avrebbe comportato la morte per qualsiasi astronauta. I nervi saldi erano la chiave per la sopravvivenza.

Pensiamo alla storia del nostro connazionale Luca Parmitano. Durante una Extra Vehicular Activity effettuata dalla stazione spaziale internazionale il 16 luglio 2013, il casco dell’astronauta iniziò a riempirsi d’acqua, compromettendo la visibilità e la possibilità di comunicazione con la Stazione spaziale.

Con notevole freddezza l’astronauta analizzò la situazione e sfruttando il sistema di riavvolgimento del suo cavo di sicurezza, riuscì a tornare a bordo della stazione spaziale illeso.

La mia formula per la grandezza dell’uomo è amor fati: non volere nulla di diverso, né per il passato né per il futuro, per tutta l’eternità.”

Nietzsche

Thomas Edison, allora sessantasettenne, tornò a casa quella sera da un’altra giornata nei suoi laboratori e nella sua azienda. Subito dopo cena un collaboratore venne a bussare alla sua porta: le fiamme stavano bruciando i suoi laboratori e la sua fabbrica. I pompieri andarono per spegnere il fuoco ma non poterono far nulla a causa dei materiali molto infiammabili contenuti.

Edison tornò alla sua fabbrica, velocemente ma senza affannarsi. Una volta arrivato vide tutti i suoi dipendenti disperati e disse: “Chiamate i vostri familiari e amici, non vedranno mai più un incendio simile.” I dipendenti allarmati e disperati lo guardano sbalorditi. Edison prosegui: “Tranquilli, ci siamo sbarazzati di un sacco di cose inutili”. 

Ovviamente non c’erano cose inutili, ma anni di lavori e scoperte. Ma cosa poteva fare? In quel momento assolutamente nulla essendo anche consapevole che non aveva nessuna assicurazione a coprire i danni. Ma Edison non era per nulla disperato anzi. Il giorno seguente disse ad un reporter: “Non sono troppo vecchio per ricominciare. Ho passato svariate situazioni simili. Questi momenti permettono di rinvigorire i propri obiettivi e non cadere in uno stato di fiacchezza e oblio.” Dopo tre settimane la fabbrica e i laboratori avevano parzialmente ripreso il lavoro, dopo un mese i dipendenti lavoravano nuovamente due turni al giorno e creavano prodotti che l’umanità non aveva mai visto.

Sebbene avessero perso 1 milione di dollari (paragonabili a 23 milioni attuali) Edison riuscì comunque a fatturare 10 milioni di dollari (200 milioni di dollari attuali). Tutto ciò non sarebbe successo se avesse passato il suo tempo a commiserarsi dopo l’incendio.

In questo momento siamo po’ come gli astronauti nell’orbita, Hurricane in galera e Edison davanti all’incendio. Possiamo sprecare il tempo che abbiamo a disposizione o possiamo investirlo facendo quello che solitamente non abbiamo il tempo di fare, cercando di non entrare nel panico.

Sicuramente una volta passata questa emergenza avremo bisogno della versione migliore di noi stessi. Dovremo mantenere il sangue freddo ed essere pronti a combattere come Hurricane in galera ed Edison nei suoi laboratori distrutti.


Luca R. Tommaso C. 

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